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I Vigili del Fuoco

1939-1945





 

INNO DEI VIGILI DEL FUOCO DEL 1939
Versi di Luigi Bonelli Musica di Riccardo Zandonai

Marcia, italiano,
sul tuo cammino!
Va! Dell'impero foggia il destino!
Segui del Duce
la volontà:
sulla tua casa c'è
chi veglierà!

Fischia sirena!
Squilla campanella!
Fischia sirena!
- Chi va là? - Chi va là?- Chi va là?-
- Chi va là?- Chi va là?- Chi va là?-

Noi siamo sempre
di sentinella!
Quando un'ostile
Forza si sfrena
Fischia sirena!
Squilla campanella!
Del fuoco i vigili,
con strenua lena,
Patria, difendono
Le tue città!

Fischia sirena!
Squilla campanella!
Fischia sirena!
- Chi va là? - Chi va là?- Chi va là?-
- Chi va là?- Chi va là?- Chi va là?-

Della sventura
vana è l'offesa,
quando sicura
sia la difesa!
Se il fato, Italia,
ti sfiderà,
noi pronti ovunque
sempre troverà!

Fischia sirena!
Squilla campanella!
Fischia sirena!

Noi, ch'anche in pace
Siam sempre in guerra,
se alcuno assalga la nostra terra,
all'opra, il Duce,
primi vedrà!
Del ciel l'attacco
si fronteggierà!

Fischia sirena!
Squilla campanella!
Fischia sirena!

I CINEGIORNALI LUCE DEL CORPO NAZIONALE RIFORMATO ED IN GUERRA

Italia Roma I° Campo Naz.Vigili del fuoco - Giornale Luce B1543 , 05/07/1939

Italia. Tirrenia Si scopre un busto di Costanzo Ciano nella colonia omonima che ospita i figli dei Vigili del fuoco - Giornale Luce B1585 , 13/10/1939

Italia: Roma La festa della patrona Santa Barbara, celebrata dai Vigili del Fuoco nella caserma intitolata a Vincenzo Sabatelli, medaglia d'argento, morto in servizio nel 1917. L'inaugurazione alla presenza di Buffarini -Guidi, del prefetto, del governatore, del federale, del direttore generale dei servizi anti incendio - del monumento in ricordo di 9 vigili del fuoco morti eroicamente. Corpi dell'esercito depongono una corona d'alloro al Milite ignoto. - Giornale Luce B1632 , 06/12/1939

Italia: Verona La festa di Santa Barbara celebrata dai vigili del fuoco alla piscina di Verona, alla presenza di autorità. - Giornale Luce B1635 , 13/12/1939

Italia: Roma Buffarini Guidi esamina il funzionamento di una nuova motopompa a schiuma meccanica. - Giornale Luce B1644 , 27/12/1939

Vigili del fuoco "Esercitazioni durante il raduno dei Vigili del fuoco" - Giornale Luce C0091 , 11/11/1940

Provvidenze del regime "L'inaugurazione della Casa del Vigile del Fuoco a Borgo a Buggiano presso Montecatini" - Giornale Luce C0100 , 11/12/1940

Servizi antincendi "Addestramento in montagna di Squadre dei vigili del fuoco" - Giornale Luce C0127 , 17/03/1941

Servizi antincendi "Roma - Il Duce inaugura alle Capannelle le scuole centrali dei ervizi antincendi" - Giornale Luce C0168 , 07/08/1941

Servizio antincendi "Addestramento ginnico sportivo e tecnico dei vigili del fuoco" - Giornale Luce C0188 , 16/10/1941

Servizi antincendi "Alla presenza del Sottosegretario agli Interni si sperimentano i nuovi super idranti" - Giornale Luce C0213 , 12/01/1942

Servizi antincendi "Venezia - Il ricupero di cose affondate nei canali da parte dei Vigili del Fuoco." - Giornale Luce C0265 , 23/07/1942

Servizi antincendi "Il Duce a Nettunia assiste ad una esercitazione di servizi antincendi nei porti" - Giornale Luce C0281 , 19/09/1942

Cani da soccorso "Uno speciale reparto di Vigili del Fuoco addestra i cani al pronto soccorso" - Giornale Luce C0337 , 06/04/1943

 

ORGANICO DEL CN NEL 1942

Nel 1942 a tre anni dal Regio Decreto 333 con cui di fatto nasce il Corpo Nazionale, vengono stabiliti gli organici dei singoli corpi provinciali.

Naturalmente i numeri escludono i richiami straodinari di guerra ed il personale dei corpi di occupazione di Spalato, Lubiana e Cattaro.
Il personale delle province libiche e delle colonie dell'AOI, dell'Egeo e dell'Albania non è compreso in quanto autonomo e parzialmente dipendente dal Genio del Regio Esercito.


Ecco quindi i numeri:

Ufficiali in servizio permanente effettivo: 150 (dispongo dei singoli numeri per grado se servono scrivetemi)

Ufficiali avventizi: 49

Totale personale volontario (Comprensivo di 305 Ufficiali Volontari e 1333 Sottufficiali): 19355

Totale personale servizio permanente effettivo (con 1022 sottufficiali): 3123

Totale volontari: 19355


Totale permanenti: 3322 (Compresi gli ufficiali avventizi)

TOTALE CN: 22667

NOTA INVIATAMI DA G. VACCARO

Riguardo l'episodio del vigile del fuoco di Grosseto i documenti, testimoniali anche medici e legali, parlan chiaro: non è mai avvenuto! Anzi, furono i VVF a salvare l'ufficiale americano dal linciaggio della folla inferocita.
Egli morì successivamente per emorragia interna dovuta con molta probabilità all'abbattimento in un campo di prigionia.
La storia della piccozza è una bufala che uscì alla liberazione quando un delatore denunciò il Vigile.
Rischiò la condanna a morte da parte degli americani che lo accusarono di aver ferito alla schiena con la baionetta del moschetto d'ordinanza il pilota ma fu assolto infine con formula piena: non so se ne sei al corrente ma andò felicemente in pensione dal Corpo molti anni dopo.

Queste mie precisazioni sono intese a rendere giustizia alla figura del Vigile e del Corpo: furono altri che persero il controllo in quei momenti. Ivigili, affiancati dai costieri della XVIa e dagli avieri della Luftwaffe tedesca, si comportarono in maniera egregia al di là di ogni encomio salvando vite sia pur oppressi da uno straziante senso di impotenza di fronte a tanti piccoli innocenti uccisi orrendamente.


 

 

Nessuna Nazione in Europa e nel mondo poteva vantare una migliore organizzazione antincendi, la quale in una così ardita e rapida soluzione fu realizzata, tempestivamente solo in Italia fra tutti i paesi coinvolti nel secondo conflitto mondiale. Alla fine di maggio del 1940, in una giornata di sabato che vedeva la chiusura anticipata di tutte le scuole, alle ore 15 risuonò per prova il segnale di allarme aereo.
Dalle sirene installate sui municipi e da quelle ad esse collegate delle fabbriche, i sibili di diverso tono, cupi quelli a depressione e acuti quelli rotativi, annunziarono alla popolazione delle province metropolitane e oltremare del Regno sino a quelle dei Possedimenti dell'Impero; che la difesa passiva era pronta ad affrontare l'offesa aerea bellica, vedeva in prima linea il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco da poco sorto dall'unificazione dei corpi comunali nati episodicamente sul territorio nazionale.
Tale necessità si era evidenziata quando negli anni 1931- 32 - 33 l'autorità militare sperimentò l'impiego in massa e la manovrabilità del complesso costituito dai corpi civici sparsi sul territorio i quali risultarono così eterogenei da non dare sicuro affidamento per l'eventuale impiego collettivo.
Nacque così il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ai quali membri vennero riconosciute funzioni militari e forniti gli armamenti individuali con un Decreto del Ministero degli Interni di concerto con quello delle Finanze. Il fatto rientrava allora nell'ordine naturale delle cose e della politica del regime fascista, il cui capo annunciava al mondo intero che l'ltalia disponeva di otto milioni di baionette distribuito ad ogni uomo valido non esclusi figli della Lupa, Balilla e naturalmente…….Vigili del Fuoco. In realtà le armi non servirono ai Vigili del Fuoco, e mai ebbero a portarsele seco nell'esercizio delle mansioni loro assegnate; al più li usarono per i servizi di guardia alle caserme o in occasione di Parate o Riviste come nel caso del 1° Campo Nazionale dei Vigili del Fuoco svoltosi a Roma nel 1939, dove alcuni Vigili saliti al vertice delle "scale controventate" eseguirono scariche a salve contro l'ipotetica aviazione avversaria che sorvolava il campo dell'incendio.
L'amministrazione VV.F. possedeva un ordinamento organico unificato e statalizzato e l'Italia allora come oggi, divideva nel mondo con i soli stati della Finlandia e del Giappone il vanto di avere un organizzazione antincendi con tali caratteristiche. Centro motore della graduale e profonda trasformazione di un sistema organizzativo fondato da secoli su basi civiche che si ispirava all'organizzazione antincendi della Roma Imperiale, fu il Ministero degli Interni, che dopo gli studi preliminari, affidò nel 1938 la cura tecnico-organizzativa al Prefetto Giombini. Dinamico marchigiano, già ufficiale comandante dei Reparti d'assalto nella prima guerra mondiale Alberto Giombini realizzò in tempi sorprendentemente brevi l'unificazione con vedute ampie ed ancora oggi rispondenti alle necessità nazionali del Servizio Antincendi; egli a buon diritto è considerato, anche all'estero, il creatore del Corpo Nazionale.

S.E. Il prefetto A. Giombini Direttore Generale dei Servizi Antincendi

A quest'uomo dimenticato dalle cronache va' il grande merito d'aver creato il Corpo Naz. VVF

Il clima dittatoriale imponeva il comandamento "vivere pericolosamente", e questo valeva per l'intera massa d'italiani che a forza di sentirlo ripetere si autoconvinceva di obbedire al monito e di essere veramente in condizioni di pericolosità, rivestendo sgargianti uniformi con le quali placidamente assolvere le più pacifiche e tranquille mansioni del mestiere o dell'impiego. Ma nella massa dei cittadini si iniziava già a di-stinguere questo gruppo di uomini che, per senza l'ordine del regime, aveva scelto la missione di "vivere pericolosamente" per il bene dell'umanità.
Il processo di unificazione investì personale, uniformi, gradi, materiali, mezzi tecnici ed infrastrutture. Per l'addestramento venne adottata la regolamentazione in vigore al Corpo di Milano, nel contempo, venne costruita ed impiantato con criteri didattico-architettonici ancora funzionali la Scuola Centrale antincendi di Roma-Capannelle. L'appellativo "pompiere" di provenienza francese venne sostituito con R.D. giugno 1938 n. 1201 da quello "Vigile del Fuoco" probabilmente ideato da Gabriele D'Annunzio e quando venne pubblicato il R.D. ordinativo 27 febbraio 1939 n. 333 il Corpo Nazionale era già da oltre un anno costituito e funzionante.


Già si erano unificati diametri di tubazioni e raccordi nel quadro delle Leggi UNI del 1938 e tutto il materiale rotabile aveva abbandonato il colore rosso per il grigio-verde. In quanto agenti di polizia giudiziaria, agli ufficiali fu distribuita la pistola Beretta calibro 9 mod; 23, ai sottufficiali il moschetto automatico Beretta di recentissima adozione, ai Vigili il moschetto 91. Tutto il personale venne abilitato all'uso di armi collettive, quali l'F.M. Breda '30 e la mitragliatrice Breda '37.
Venne quindi incrementato il programma di unificazione accelerando la consegna ai Corpi di autoscale (FIAT-BERGOMI-MAGIRUS), autopompe (O.M.), autocarri (SPA 38/R) e motopompe trainabili e barellabili (TAMINI-ASPI). Prima della fine del 1939 venne incrementata la produzione di tubazioni, deviatori, collettori e lance; venne censito, riadattato ed accantonato tutto il materiale ancora utilizzabile delle datazioni individuali dei cessati Corpi locali: elmetti, cinturoni e stivali. Nei principali porti fu potenziato l'organizzazione antincendio con la costruzione celere di barche-pompe di tipo unificato.
Il Ministero dell’Interno indiceva regolari concorsi annuali per il reclutamento dei Vigili del Fuoco permanenti e per l'ammissione ai concorsi, oltre ai prescritti requisiti fisici, culturali e morali il candidato doveva conoscere molto bene uno dei mestieri prescritti nel Bando ed essere iscritto al Partito fascista.
Gli Ufficiali permanenti destinati al grado di Comandante erano Funzionari di Stato di gruppo "A" ed erano assunti per titoli ed esami tra i laureati di Ingegneria ed Architettura essendo nell'esercizio della libera professione per la durata di almeno un anno. L'età minima per partecipare ai Concorsi era fissata nei 21 anni ed era richiesta, come già indicato, l'iscrizione al Partito fascista.
Tutte le prove d'esame si svolgevano presso le Scuole Centrali Antincendi al termine degli appositi corsi per Ufficiale ed allievo vigile. Il personale permanente doveva sempre considerarsi in servizio anche se non di turno ed in via normale il servizio veniva espletato in turni di ventiquattro ore continuative, alternate a ventiquattro ore di riposo condizionato con obbligo di reperibilità e servizio-prevenzione presso i pubblici cineteatri.


In caso di contingenze straordinarie i Vigili del Fuoco dovevano prestare la loro opera di soccorso in ogni parte del territorio del Regno, in una sorta di servizio nazionale di protezione civile, offerto 24 ore su 24.
Ravvisando una stretta correlazione fra il servizio d'Istituto e l'attività sportiva il ministero impresse a quest'ultima un impulso notevolissimo creando presso ogni comando provinciale un gruppo sportivo composto nella quasi totalità dalle discipline sportive organicamente dirette presso le scuole antincendi.
Esistevano anche presso i principali Corpi Provinciali i gruppi musicali e di canto corale composti da vigili e graduati che si prestavano appassionatamente per tale servizio.
Al 30 maggio 1940, nell'imminenza dell'entrata in guerra, il Corpo Nazionale si avvaleva di 95 Corpi Provinciali ai quali si aggiungevano quelli delle Provincie d'oltremare del Regno (Tirana, Tripoli, Bengasi, Derna, Misurata), quello di Rodi e quelli dell'impero (Addis Abeba, Massaua, Asmara e Mogadiscio).
AI Corpo Nazionale si affiancavano, quali organismi ausiliari:


U.N.P.A. (Unione Protezione Nazionale Antiaerea) composta da uomini oltre i 45 anni di età senza obblighi militari;

le S.P.A.A. (Squadre di protezione Antiaerea) composte da uomini di ogni età senza obblighi militari e organizzate dai Comuni;

le S.P.A. (Squadre di Protezione Agricola) composta da uomini ultracinquantenni nei comuni agricoli;

la G.l.L. (Gioventù Italiana del Littorio) che poneva a disposizione le squadre Volontari Ausiliari (età tra i 14 e i 18 anni, accettati previa visita medica e un corso di sessanta giorni presso i Corpi VV.F.);

le squadre Volontari Ciclisti e Portaordini (età tra i 12 e i 14 anni) addestrati solo a lunghi percorsi in bicicletta con prevedibile impiego in caso di cessazione del servizio telefonico;

Squadre di Stabilimento composte da operai addestrati presso i Corpi VV.F. con un corso di venti giorni;

Squadre Comunali di autoprotezione composte da operai specializzati dipendenti dalle civiche amministrazioni (acquedotti, elettricità ecc.).

Tutte queste organizzazioni ausiliarie, salvo i Ciclisti porta-ordini, erano dotate di elmetto militare, cinturone con picozzino, tuta grigia, maschera antigas e calzature militari, il tutto distribuito dal Ministero degli Interni utilizzando materiale militare fuori servizio e quello recuperato dai cessati Corpi Pompieri locali. Tale era la situazione e la consistenza passiva al 10 luglio 1940. Il Corpo Nazionale mobilitò subito una parte dei Volontari al fine di sopperire al calo di forza dovuto alla chiamata in servizio militare, dei Vigili destinati ai Battaglioni Antincendi dell'Arma del genio ed all'invio di personale permanente in rinforzo ai Corpi della Sicilia, Puglia e Campania dove l'offesa aerea nemica già portava pesanti bombardamenti.

 


Venne adottato l'accasermamento del personale, nelle città e in parte dei distaccamenti e per la conseguente autonomia alimentare dei Corpi fu da questi incrementata la coltivazione di orti di guerra e la coniglicoltura. Per i servizi interni di caserma vennero adottate calzature in canapa a suola di legno per ridurre l'usura di quelle di cuoio.


I volontari ebbero anche in dotazione scarpe militari alte e calzettoni, in sostituzione degli stivali. Sugli automezzi le campanelle elettriche presero il posto delle sirene, onde non confondere il suono di queste con quello dell'allarme aereo.
I turni di servizio (inizio/cessione ore 8) furono tre:

1° giorno: prima e seconda partenza

2° giorno: mezzi speciali

3° giorno: libero, con reperibilità e presentazione immediata per allarme aereo.

Per assenze più lunghe (permessi, licenze brevi, ordinarie e speciali) furono adottati criteri e documenti in uso alle FF.AA. lì personale degli organismi ausiliari non era accasermato e si riuniva solo all'allarme aereo, non riscuoteva assegni e quando necessario veniva alimentato sul posto di lavoro a cura dei Corpi; esso salvo i ciclisti porta-ordini, si riuniva per addestramento presso i Corpi ogni sabato pomeriggio.
Per sopperire ad ogni prevedibile necessità, in tutto il territorio del Regno furono adottate per ogni impianto stradale fisso segnati visivi circolari (cm. 80 diam. I=idrante - C=Cisterna - P=Pozzo).
Per rinforzo vennero trasformate a trazione meccanica quelle pompe a vapore che risalivano al secolo scorso ma che avevano un rudimento elevato con uscita di quattro o sei bocche da 70 mm ed una buona pressione di esercizio. L'anno 1940 vide incursioni aeree massicce nei territori del Sud, mentre poche se ne registrarono a Nord della Penisola e nessuna al Centro. I Corpi della Libia, di Rodi e dell'A.O.I. si trovarono in pieno fronte.
Allo svilupparsi della prima offensiva britannica in Africa settentrionale il Corpo di Bengasi rimase al suo posto anche se con diversi problemi e le perdite dell'anno furono numericamente contenute. Nello stesso anno, nonostante le emergenze che la situazione imponeva, furono attuate alcune iniziative già progettate: in marzo il 1° corso squadra di montagna tenuto a Umane (Piemonte), in aprile venne inaugurata una sede di vacanza a Borgo a Buggiano con annessa una colonia per i figli dei Vigili (che ben presto si trasformerà purtroppo in Istituto per Orfani) e in maggio si tenne la 1° giornata della Tecnica con caserme aperte in tutte le città per la mostra dei mezzi tecnici. Nel 1941, l'offesa aerea nemica si intensificò su tutto il territorio metropolitano e nelle colonie e il corpo Nazionale vi impegnò tutte le sue forze, intervenendo con la consueta perizia tecnica e con moltiplicato impegno umano e professionale.
Particolarmente intensa fu l'opera di soccorso nel Sud e a Genova, aggredita dai bombardamenti navali le perdite umane nel corso dell'anno furono il doppio dell'anno precedente.

 

Il Corpo di Bengasi venne fatto prigioniero dagli Inglesi e trasferito con i materiali ad Alessandria quando questi si ritirarono dopo avere minata ed incendiato la città.
I Corpi dell'Istria, a seguito delle truppe che penetravano in Jugoslavia, inviavano presidi pres-so i Corpi locali della Dalmazia e personale specializzato veniva distaccato a Lubiana (97° Corpo) e Cattaro (96° Corpo). Come l'anno precedente, nel giugno venne organizzata ancora la Giornata della Tecnica e nel luglio si tenne sul lago di Lecco un campionato nazionale VV.F. di canottaggio.
Nell'ottobre del 1941 il comando del Corpo di Milano otteneva dal comune che la città si dotasse di ben 250 superidranti da 125 mm, strumenti indispensabili per il rapido approvvigionamento d'acqua necessario durante i bombardamenti e nel dicembre venne tenuto in Piemonte il 2° Corso Squadre di Montagna.
In Maggio si tenne un corso “Cani da Salvamento" presso le Scuole Centrali da impiegare in occasione di crolli di abitazioni, gli elementi distaccati presso i Corpi d'Italia meridionale vennero avicendati e si dovette provvedere al reintegro im-ponente dei materiali e dei mezzi danneggiati dalle incursioni. Mentre si incrementava la produzione e la distribuzione ai Corpi di nuove autopompe e motopompe, i Corpi provvedevano autonomamente o rinforzare le proprie dotazioni con mezzi civili re-quisiti, trasformati in autocarri do soccorso che sostituirono i vetusti FIAT 15 TER e 18 BLR, eredità dei corpi locali e nello stesso periodo vennero assegnati segnati ai Corpi i FIAT 618.


Mentre in Sicilia l'attività non aveva soste e i Vigili del Fuoco si distinguevano tanto da ricevere ben sei decorazioni al Valore dalle stesse autorità germaniche, in Istria aveva inizio una emergenza da parte di formazioni slave che effettuavano puntate a sorpresa per sottrarre mezzi e assalivano i distaccamenti meno numerosi. Gli uomini dei Corpi dell'Istria dovettero vigilare e far uso delle armi per conservare il materiale efficiente.

 


L'attività dei cani da salvataggio aveva dato ottima prova, per cui venne istituito presso le Scuole Centrali un permanente Centro di Addestramento per questi preziosi animali. Nuova istituzione nell'ambito della Forza Navale Speciale fu un bat-taglione da sbarco "Santa Barbara" tutto composto da volontari che formano tre Compagnie da sbarco e una Compagnia Speciale.


Alla medesima Forza Navale Speciale, il Corpo Nazionale fornì un centro di scale meccaniche di cui vennero dotate le motozattere.Contestualmente con le offensive terrestri nemiche del 24 ottobre 1942, si scatenò su tutto il territorio nazionale una serie di imponenti incursioni aeree.Esse seguivano a distanza di un mese le grandi esercitazioni di difesa effettuate a fine estate, mentre il Corpo sembrava di potersi concedere una pausa di distensione con un Campionato nazionale di Canottaggio VV.F. a Napoli. I bombardamenti aerei colpirono più massicciamente le grandi città ed i piccoli centri causando incendi immani e crolli a catena.
Il Corpo di Milano, mirabilmente coadiuvato dalle organizzazioni ausiliarie, ebbe il merito di aver impedito che si effettuasse quel "torrente di fuoco" che l'aviazione angloamericana aveva studiato per distruggere le grandi città e che ebbe il suo tragico effetto su Amburgo ed Anversa. A Milano, l'opera dei Vigili del Fuoco che riuscirono a spegnere i focolai in cinque ore, impedì il formarsi della terribile "corrente ignea" e perfino Radio Londra, il mattino successivo, riconobbe l'eccezionale coraggio e l'alta professionalità degli ''italians firemen''.
Praticamente l'offensiva aerea nemica non ebbe più interruzioni e le perdite del Corpo aumentarono enormemente. Dagli attacchi nemici si erano tratte preziose esperienze: i metodi di difesa contro spezzoni e bombe al fosforo, la necessità di costruire dei Distaccamenti di città al di fuori delle caserme centrali, l'opportunità di dotare tutti i mezzi di cassette di pronto soccorso, la necessità di dotare le partenze di rinforzo di autonomia alimentare per un -giorno, quella di impiegare pompe monocilindriche ali-mentate ed azionate a mano per spegnere focolai nei sottotetti usufruendo di tubazioni di piccola dimensione e minuscole lance.
Si contrattò inoltre che le schermature ai fari, imposte per le norme di oscuramento erano inutili in piena incursione od ostacolavano la velocità dei mezzi e si provvide così a rimuoverle a tutto vantaggio dell'operatività. Il 1943 si annunciava gravido di sventure: nel Sud l'attacco aereo era ormai quotidiano, sui porti del Centro o della Sardegna si era fatto più massiccio. Si avverti la necessità di disporre una massa di manovra (l'attuale colonna mobile) e nacque il “concentramento " di Lissone, che doveva ovviare le perdite di tempo e di percorrenza e olio scarsità di rinforzi da parte di altri Corpi ormai tutti impegnati a fronteggiare gli avvenimenti locali. L'alto impegno dei VV.F. venne riconosciuto e furono consegnate decorazioni al Valor Militare a Vigili di numerosi Corpi provinciali.
Nell'aprile dello stesso anno, tutti i mezzi vennero dotati di due pompe monocilindriche che, constatandone l'utilità erano divenute d'ordinanza. Lo stesso mese fu teatro della tragedia di Grosseto aerei da caccia anglo-americani, in appoggio a bombardieri, avevano mitragliato un parco di divertimenti con giostre, uccidendo 62 bambini. Un vigile del fuoco di Grosseto, che era intervenuto, purtroppo inutilmente, per il salvataggio di quei bambini, vedendo un aviatore scendere con il paracadute da un aereo danneggiato gli si lanciò contro e lo soppresse con una picozzina. Questo vigile, a guerra finita, venne condannato duramente, senza tener conto delle attenuanti legate all'eccezionale stato emotivo del momento (ATTENZIONE LEGGERE SMENTITA A FONDO PAGINA). A Napoli, per un atto di sabotaggio, esplodeva in porto una nave carica di munizioni. II Corpo di quella città dovette prodigarsi per più giorni con grandissimo pericolo per impedire che l'incendio si propagasse ai quartieri di abitazione facendo vittime anche tra la popolazione civile. Durante l'intervento, la consorte dell'Erede al Trono si recò personalmente fra i Vigili ad elogiarne l'opera.

 


Il 25 luglio del 1943 quando, caduto il governo fascista, subentrò quello del maresciallo Badoglio, ai fascetti littori portati sul bavero della giubba della M.V.S.N., dal corpo di Polizia e dai Vigili del Fuoco furono sostituite le stellette.
Dopo il colpo di stato del 25 luglio molte caserme vennero assaltate e tutte vennero bloccate dall'esercito che pretese la consegna delle armi. Nell'agosto, come è noto, allo scopo di fiaccare il morale della popolazione, stroncare la produzione e costringere il Governo alla resa, l'aviazione nemica effettuò una serie di attacchi sulle città del Nord.
La popolazione fu duramente provata con perdite umane elevatissime in quelli che vennero definiti "bombardamenti a tappeto". I vigili del fuoco furono impegnati per giorni e giorni in uno sforzo massimo impossibile e moltissimi caddero sotto il fuoco alleato. Tutti i Corpi operarono in condizioni difficilissime, poichè i turni venivano protratti fino al limite della resistenza fisica, in quanto non vi era più personale da poter impiegare.
Accanto ai Vigili operavano ancora, volontariamente, le organizzazioni ausiliarie, anche se il nuovo Governo ne aveva disciolte alcune e non coordinate altre.
Gli attacchi continuarono fino ai primi giorni di settembre, quando venne firmato l'armistizio.
Da allora il Corpo nazionale si trovò diviso di fatto in due tronconi principali, così come era diviso la nazione: uno al Nord con la Direzione Generale , le Scuole Centrali e 66 Corpi, l'altro a Sud con 49 Corpi.
Questa consistenza era destinata a modificarsi nell'anno successivo con l'avanzata verso Nord degli Anglo-Americani.
Mentre il Corpo di Rodi continuava a funzionare localmente in modo autonomo, di quello di Tirana non si ebbero più notizie; gli elementi del Corpo di Spalato vennero tutti messi in salvo per il valore del Comandante Battara che ripiegò tempestivamente su Zara.
Il rispetto, la fiducia e la stima che il Corpo Nazionale seppe infondere agli invasori e ai liberatori lo si deve in gran parte alla funzione d'istituto del Corpo e al suo personale che seppe degnamente compiere prima, durante e dopo il passaggio delle battaglie, a prescindere dalla forma che lo regolava e senza discriminazioni di sorta, il soccorso agli uomini in pericolo.
Un compito particolare spettava alla Direttrice dell'Istituto degli Orfani dei Vigili signora Beppina Montanelli.
I ragazzini si trovavano nella sede estiva in Trentino e dovettero essere trasportati, con le difficoltà dei mezzi di trasporto e con tutte le incertezze di allora, prima a Borgo a Buggiano, poi a Vezza d'Oglio infine a Giussano (Mi); la medesima direttrice predispose accordi con la vicina Svizzera, attraverso il Corpo Vigili del Fuoco di Chiasso, per la possibilità di trasferire i bambini in zona sicura, oltre frontiera, nel caso che la guerra avesse raggiunto la Lombardia.
La direzione generale si incaricò anche di recuperare i numerosissimi automezzi militari abbandonati in seguito allo sbandamento verificatosi all'indomani dell'8 settembre; previo targatura e attrezzatura adeguata, tali mezzi andarono ad arricchire le datazioni dei Corpi sempre oberati di compiti; le Prefetture chiesero ai Corpi Vigili del Fuoco di organizzare autocolonne di emergenza per il reperimento di viveri per la popolazione civile nelle zone di produzione.
I Corpi di Milano, Piacenza e Verona organizzarono inoltre un servizio di traghetti sui grandi fiumi. Nonostante questo intenso lavoro di trasferimento e di riorganizzazione i Corpi Provinciali seppero far fronte sempre, anche ai compiti istituzionali che erano diventati gravosissimi per la frequenza e il metodo delle incursioni aeree.
L'amministrazione del Sud passò progressivamente ad uno stato di pace, sopratutto perché venne a cessare l'offesa aerea con solo due attacchi ad opera dell'aviazione germanica sui porti di Bari e di Napoli.
Divennero invece più impegnativi i problemi organizzativi con il progressivo aumento di territorio conseguente all'avanzata verso Nord degli Anglo-Americani; questi ultimi esercitarono una attenta tutela sulla composizione dei Corpi stessi e le perdite umane furono lievi.
Il Corpo di Rodi mantenne gli usuali livelli funzionali, sebbene operasse in difficili condizioni per alimentazione ed autonomia.
Del Corpo di Spalato, si è già detto, esso riuscì a portare a Zara tutto il materiale, compreso quello di casermaggio.
Dopo il 30 Aprile 1945 venne costituito "pro tempre" a Milano, un Ispettorato Nord che assumeva le funzioni già delle Amministrazioni della Repubblica Sociale Italiana e le manteneva fino al 1946.
Nel periodo di amministrazione transitoria le perdite furono lievissime. Dal 1944 però restava ancora qualcosa da concludere, un lavoro iniziato dal corpo di Zara che sarà portato a termine da Trieste, il recupero delle vittime infoibate dai partigiani slavi. Migliaia di italiani uccisi egettati nelle cavità sparse nel nord est. Il recupero fu lungo e difficile, ma consentì di dare una pietosa e cristiana sepoltura a queste ulteriori vittime dell'umana follia.
Ai Vigili del Fuoco caduti in azione di guerra furono decretate ricompense al Valor Civile; ma quelle mani fragili, come le mani di tutti, hanno continuato è continuano a lavorare in una corsa col tempo a denti stretti, nel simbolo del rischio continuo.


Ma lungi dai Vigili l'idea di considerarsi degli importanti "eroi", essi hanno sempre operato con modestia e senza clamore sopratutto sulle loro gesta; il perenne sorriso è il velo di pudore dei loro visi testimoni di drammi paurosi.
Il periodo bellico caratterizzato da disponibilità pressoché continua, da alto rischio, dalla mobilità intensa del personale o da un elevato numero di perdite non venne tuttavia riconosciuto dallo Stato come Servizio Militare.
Gli appartenenti al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco non si considerarono per questo dei misconosciuti ma trovarono nella consapevolezza del dovere compiuto e nel ricordo dei loro Caduti, la sola apprezzata ricompensa.

Copertine delle annate 1939 e 1941/43 di "Vigili del Fuoco", il mensile illustrato edito dal Corpo Nazionale tra il 39 ed il 43.