Santa Barbara da Nicomedia




NOTE LEGALI E DI COPYRIGHT

 

Santa Barbara da Nicomedia

Barbara da Nicomedia in Bitinia è per i cattolici la santa protettrice dei minatori, degli addetti alla preparazione e custodia degli esplosivi e, più in generale, di chiunque rischi di morire di morte violenta e improvvisa. Molto invocata dai militari è anche la protettrice della Marina Militare Italiana, dei Vigili del fuoco, delle armi di Artiglieria e Genio. É anche la protettrice dei geologi, degli architetti e dei campanari.

Nacque nel III secolo d.C. in Asia Minore, in quella che è l'attuale Izmit, porto della Turchia, a quei tempi Nicomedia, per poi trasferirsi a Scandriglia, in provincia di Rieti.

La leggenda vuole che suo padre Dioscuro, di religione pagana, l'avesse rinchiusa in una torre per proteggerla dai suo pretendenti. Inoltre, per evitare che utilizzasse le terme pubbliche, egli gliene fece costruire di private. Barbara, vedendo che nel progetto vi erano solamente due finestre, ordinò ai costruttori di aggiungerne una terza, con l'intenzione di richiamare il concetto di Trinità. Ma quando il padre vide la modifica alla costruzione capì che la figlia era cristiana. Decise allora di consegnarla al magistrato romano che, in tempo di persecuzione, la condannò alla decapitazione dopo 2 giorni di atroci torture, prescrivendo che la sentenza venisse eseguita proprio dal padre. Secondo il mito, Dioscuro procedette all'esecuzione, ma subito dopo venne ucciso da un fulmine, interpretato come punizione divina per il suo gesto. Anche sua sorella Santa Giuliana di Nicomedia soffrì lo stesso martirio con lei.

I resti di Santa Barbara vengono conservati nella cattedrale di Rieti

Viene festeggiata dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa il 4 dicembre (data del suo martirio per decapitazione da parte del padre).

I luoghi dove vengono conservati esplosivi vengono spesso chiamati "santabarbara" in suo onore.

Comuni di cui Santa Barbara è patrona:

* Liguria: Cengio
* Lombardia: Pradalunga
* Veneto: Pieve di Limana
* Toscana: Montecatini Terme
* Marche: Barbara
* Lazio: Barbarano Romano, Colleferro, Fontana Liri, Norma,Rieti, Scandriglia
* Campania: Corleto Monforte
* Calabria: Amaroni, Filadelfia,Motta San Giovanni
* Sicilia: Francavilla di Sicilia, Paternò, Sommatino, Tremestieri Etneo
* Sardegna: Furtei, Gonnosfanadiga, Olzai, Senorbì, Sinnai, Villacidro

 

 

 

 

 

 

 

Le statue di Santa Barbara

Il primo esemplare fu commissionato da Benito Mussolini allo scultore Benso Vignolini nel 1939.

Tale statua fu donata dal Capo del Governo al Corpo Nazionale il 2 Luglio 1939 al Saggio di Piazza di Siena in Roma a conclusione del Primo Campo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Tra la fine del 1939 e l'inizio del 1940 il Prefetto A. Giombini fece fare 94 copie della statua da assegnare ad ogni corpo provinciale d'Italia.

Ancora oggi diversi comandi provinciali conservano questa statua dalla particolarissima foggia e dalla storia spesso sconosciuta ai più.

Nella foto a seguire l'Ing. G. L. Bertinatti ricerce dal Duce la statua originale:

 

COME NACQUE LA PREGHIERA DEI VIGILI DEL FUOCO

Iddio che illumini i cieli.....

quante volte l'abbiamo letta o sentita? ma sappiamo che origine ha?

All'indomani della nascita del Corpo Giombini si rese subito conto che era importante anche dare un identità al Corpo.... dargli dei simboli attorno a cui riunire i cuori dei suoi vigili.

Egli si preoccupò della preghiera perchè se l'avevano tutti i corpi e le specialità d'Italia era giusto che l'avessero anche i suoi ragazzi.

Nell'ambito della Milizia di cui egli era Console Generale fuori ruolo conobbe il Console Auro D'Alba. (sia per lui che per Giombini il grado era stato conferito fuori ruolo a titolo onorifico).
Questi era un fine poeta di Scuola Dannunziana vicino a tratti al futurismo di Marinetti.
In D'Alba trovò un caro amico che prese a frequentare periodicamente.
Fu proprio in virtù di questa amicizia che Alberto Giombini lo pregò di redarre la preghiera.
Malgrado D'Alba non ne avesse mai scritte si cimentò nell'opera proprio per via di questa amicizia e scrisse la bellissima preghiera che ancora oggi ci appartiene.

 

 

Prima ed attuale preghiera di S.E. Alberto Giombini e Auro D'Alba (1940)

Iddio che illumini i cieli e colmi gli abissi,
arda nei nostri petti, perpetua, la fiamma del sacrificio.
Fa pił ardente della fiamma il sangue
che ci scorre nelle vene, vermiglio come
un canto di vittoria.
Quando la sirena urla per le vie della citta',
ascolta il palpito dei nostri cuori votati alla rinuncia.
Quando a gara con le aquile verso di Te saliamo,
ci sorregga la Tua mano piagata.
Quando l'incendio irresistibile avvampa,
bruci il male che s'annida nelle case degli uomini,
non la ricchezza che accresce la potenza della patria.
Signore, siamo i portatori della Tua Croce,
e il rischio e' il nostro pane quotidiano.
Un giorno senza rischio e' non vissuto,
poiche' per noi credenti la morte e' vita,
e' luce: nel terrore dei crolli, nel furore delle acque,
nell'inferno dei roghi.
La nostra vita e' il fuoco, la nostra fede e' Dio.
Per Santa Barbara martire.
AMEN

Auro D'Alba - Sergio Bottone

 

Auro d'Alba, pseudonimo di Umberto Bottone (Schiavi di Abruzzo, 14 marzo 1888 - Roma il 15 aprile 1965) fu un poeta italiano del periodo fascista e attivista del regime. Inizialmente seguace di D'Annunzio, fu un artista di un certo rilievo nel movimento futurista, componendo poesie come "Baionette" e collaborando con la rivista di Marinetti "Poesia". In seguito, l'entusiasmo per il regime di Mussolini lo portò a dedicarsi soprattutto alla poetica della cosiddetta "ebbrezza fascista"; a questo periodo appartengono inni come Battaglione "M", ma anche la Preghiera del vigile del fuoco del 1940. D'Alba fu ricambiato con riconoscimenti anche di rilievo, come la nomina di console generale a capo dell'ufficio stampa della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.

 

Il nuovo inno dei Vigili del Fuoco eseguito nella Basilica di San Marco a Venezia il 4 Dicembre 20009

Eseguito per la prima volta il nuovo inno dei Vigili del fuoco nel corso della S.Messa per S. Barbara nella Basilica di S.Marco. Il brano diretto e composto dal maestro Vince Tempera e dal maestro Luigi Albertelli, è stato presentato alla presenza del Ministro dell'Interno Roberto Maroni, del Capo Dipartimento Francesco Paolo Tronca, del Capo del Corpo Antonio Gambardella e di numerose autorità civili, militari e religiose. Successivamente il brano è stato riproposto nel corso dello spettacolo "I custodi della sicurezza" al teatro Malibran di Venezia, alla presenza, oltre che delle autorità, di rappresentati del mondo della cultura e dello spettacolo.

INNO DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO

2009

Santa Barbara guidaci tu
mentre il fuoco divampa nel buio.
Se dai fiumi in piena strappiamo una vita
sappiamo che ci aiuti tu.

Questa nostra vita la regaliamo a te
La missione è dura ma il nostro cuore vola
Un giorno senza rischi per noi non è vissuto
nei pensieri un credo: paura mai!
Sempre avanti noi
Non ci arrendiamo mai
Dentro i terremoti, tra le fiamme con Te!
La fatica ci fa compagnia
il coraggio c’insegna la via
e a mani nude ogni volta lottiamo
un uomo da salvare c’è!
Questa nostra vita la regaliamo a te
La missione è dura ma il nostro cuore sogna
e rischiare è un verbo che non temiamo noi
nei pensieri un credo: paura mai!
Tra il dolore noi
In silenzio noi
dentro le tempeste, sulle frane con Te!
Santa Barbara aiutaci tu
Santa Barbara proteggici tu
Quando la sirena spaventa la città
Prega per noi che anche noi
Preghiamo qui con te per te!