L'Unione Nazionale Protezione Antiaerea


di Alessandro Mella

Pubblicato: Marzo 2006


NOTE LEGALI E DI COPYRIGHT

 

CADUTI

Si ringrazia Lorenzo della Frattina che ha con pazienza redatto l'elenco

ALBERTI Giovanni Andrea 22/05/1945 disperso Vittorio Veneto n.Brescia 11/3/24

ALESSO Onorato 30/04/1944 Luserna S.Giovanni n.Villar Pellice 12/02/15

ARGIOLAS Rinaldo 17/11/1944 Vado Ligure locale com.te UNPA, prelevato da partigiani

BALDI Stefano 16/05/1945 Bologna n.Budrio il 16/05/1945 #NOME?

BARBAGLI Felice 15/06/1944 Acquapendente VT UNPA Lago Bolsena

BARIGAZZI Antonio 27/05/1945 Torino sepolto Torino ossario RSI

BARLINI Pietro 08/01/1944 Torino ferite da bombard.

BATTAGLIOTTI Aldo 07/01/1944 Giaveno agguato

BERGOMI Pier Paolo 22/03/1945 Sarmato PC disabile, n.Borgonuovo Val Tidone il 23/02/21, assassinato a seguito sevizie da rapina

BERTACCINI Marino 28/06/1944 Donoratico LI assassinato con il fratello e la nipote per rapina

BERTOCCHI Cesare 22/04/1945 Bologna n.Bologna 10/06/1913 resp. Automezzi

BIANCHINI Francesco genn.1947 Trieste a seguito prigionia

BORRONI Ambrogio 29/10/1944 Sanremo-reg.Borello n.Milano 28/03/03-dir.centro telefonico

BRANCALEONE Romolo 30/04/1945 Torino app.te UNPA Moncalieri

BRIGNOLE Angelo Stefano 24/04/1945 Mezzanego (GE) app.te UNPA Sestri Levante-anni 63

BRUNI Luigi 20/10/1944 Osped.Bologna seguito ferite bmb. 12/X

BUSATO Agostino Imperia, Caserma Crespi 10/5/45 fucilazione C.te Prov.UNPA Imperia n.Bassano Grappa il 28/08/1898

CALATI Giuseppe 20/10/1944 Ospedale Sanremo bombardamento navale, nato a Bareggio il 22/11/1889

CANEPARO Gaspare 16/03/1944 disperso Andorno Micca prelevato assieme a 2 fratelli

CARERI Rocco 16/06/1945 Osp.Bologna app/te Esercito dist:UNPA Bologna comp.soccorsi
CASEDDU Giovanni 29/04/1945 Milano UNPA Milano- assassinio

CASTELLUCCI Francesco 24/04/1945 Bologna, via Spada UNPA Bologna - assassinio

CAVEZZO Dino 20/07/1944 Osp.Bologna UNPA Bologna-a seguito ferite bombardamento del 26/06
CENTIS Giovanni Battista 04/10/1943 Pordenone seminarista a - bombardam.

CERIANA Carmelo 01/10/1944 Ventimiglia UNPA-capo rifugio (bombardam.)

CIGARINI Achille 16/02/1945 Reggio Emilia assassinato con moglie e i due figli

COCCHI Livio 25/09/1945 Casalecchio BO assassinio

COCCIONI Luigi 21/07/1944 Arcevia AN seviziato - UNPA Ancona nato a Corinaldo AN

COLLOVIGH Emilio anni 58 03/08/1944 Udine, via Buttrio UNPA Udine - bombardamento con 58 vittime

COMA Giovanni 28/04/1945 Alassio SV assassinio- UNPA Savona

CONFICCIONI Francesco 08/12/1944 Bellagio CO app/te eEsercito - dist.UNPA -mitragliamento aereo

COVIS Attilio 03/08/1944 Udine UNPA Udine - bombardamento con 58 vittime

DE FELICE Ernesto 14/03/1944 Osp.Roma UNPA Roma- a seguito ferite bmb 13/03

DE MATTEIS Franco 12/07/1944 S.Gimignano SI UNPA Isp.Zona - seviziato

DE MITRI Egidio Eugenio 26/04/1945 Savona UNPA Savona - add.rifugi- assassinio

DE RIO Pietro 06/05/1945 Milano,Parco Lambro UNPA Milano- assassinio

DEMICHELIS Giovanni 03/03/1945 Racconigi CN UNPA CN-assassinato con il figlio disabile 22enne- nato a Bra il 29/08/1886

DI DEMETRIO Alessandro 10/06/1944 Trieste UNPA Trieste -attentato terroristico

DODICH Francesco anni 57 10/06/1944 Trieste UNPA Trieste -attentato terroristico

DUVERI Antonio 30/04/1945 Milano UNPA Milano- assassinio

EVANGELISTI Giuseppe 02/03/1944 Osp.Bologna UNPA Bologna -ferite a seguito bomb.29/01

FABBRI Aldo 12/02/1945 Genova Bolzaneto UNPA Genova-mitr.aereo nato a Migliarino(FE) il 15/11/1896

FARINA Amedeo 16/04/1945 Argenta FE UNPA-dir.servizi soccorso - n.ad Argenta (FE) il 28/07/1877

FERRARI Emanuele 02/07/1944 Borgomaro IM UNPA Imperia- agguato - n.a Costa d'Oneglia IM il 25/08/1894

FERRARI Giacinto anni 21 23/03/1945 Prignano s/Secchia MO UNPA Modena - agguato

FERRARIS Francesco anni 39 30/10/1944 Asti,corso Alessandria UNPA Asti -assassinio

FILIPPI Filippo 25/09/1943 Bologna UNPA Bologna-bombardam.

FIORI Marino 07/06/1944 Osped.Bologna UNPA Bologna - ferite da bmb.

FORNAROLI Domenico 05/05/1945 disperso Barengo NO UNPA Novara

FRANCHI Alfredo 13/11/1943 Saronno VA UNPA Ferrovie Nord - Bombardamento

FRICANO Alberto 16/12/1944 Faenza RA app/te Esercito-dist.UNPA Faenza - cannonamento nato a Bagheria PA il 08/11/1918

FULCHERI Mario anni 41 16/11/1944 Mondovi' CN UNPA Cuneo - assassinio

GABRIELLI Pietro 24/04/1945 Bologna,Borgo Panigale UNPA Bologna - assassinio nato a Bologna il 11/02/1904

GIROTTI Umberto 24/04/1945 Anzola Emilia BO UNPA Soccorsi via Emilia- nato a Poggio Renatico FE il 29/09/1900

GORETTI Mario 28/04/1945 Bologna UNPA Bologna- capo fabbricato -assassinio - nato a Bologna il 23/01/1905

GUASTONI Giordano 24/03/1945 cas.autostr.Biandrate UNPA Ispettorato Lombardia - imboscata

GUBERTI Giulio 20/05/1945 Ravenna, S.Stefano UNPA Ravenna - assassinio - nato a Ravenna il 20/04/1902, autista mezzi soccorso

GUZZALONI G.Battista anni 46 14/01/1945 Milano, via Muratori UNPA Milano - agguato

Pietro 28/03/1944 Savigliano CN app/te Esercito - dist:UNPA - agguato nato a Grimaldi il 26/06/1916

IVO Pietro 04/05/1945 Torino UNPA Torino - assassinio

KOGOI Bruno dic.1943 disperso Gorizia UNPA Gorizia - prelevato in servizio - n. a Gorizia il 15/10/1927

LAZZARI Bruno 07/07/1944 Nonantola MO UNPA Modena- seviziato

LEONI Giuseppe 04/06/1945 Voltaggio AL UNPA Genova -capo fabbricato - assassinato

LOLLI Guglielmo 04/10/1944 Savigno BO UNPA Bologna-assistenza sfollati - assassinio

LONGARETTI Giacinto anni 39 26/04/1945 Bergamo UNPA Bergamo-mitr.aereo

LORENZI Filippo 01/10/1944 Ventimiglia UNPA Imperia- bombardamento

MACCHIATI Emanuele 26/04/1945 Bologna,via Ghirardacci UNPA Bologna - assassinio nato a Bologna il 21/03/1874

MALINTACCHI Menotti 12/05/1944 Genova,salita Angeli UNPA * capo fabbricato - bombardamento n.Genova il 03/12/1882

MANNI Giorgio 25/04/1945 Busto Arsizio VA UNPA addetto soccorsi -mitr.aereo

MARAMOTTI Vittorio 26/06/1945 Correggio RE UNPA addetto disinnesco bombe - assassinio n.Correggio 16/06/1882

MASANTE Ugo 21/06/1944 Cuneo,cinta daziaria app/te Esercito - agguato recito resp.serv.UNPA - agguato - nato a Mondovi' il 04/03/1895

MASSONE Roberto anni 29 10/12/1943 Roccaforte Mondovi' UNPA Cuneo -agguato

MENOZZI Aleardo 02/06/1944 Spilamberto MO UNPA Modena- resp.rifugi- assassinato con il fratello - nato a Spilamberto il 19/10/1898

MIGLIORINI Felice 20/08/1944 Milano UNPA Milano - agguato

MILANESI Milano 06/09/1944 Prato UNPA Firenze - cannonamento

MIRABILE Vincenzo 12/07/1944 S.Gimignano SI UNPA Ispettorato Zona - seviziato

MONARI Anselmo 17/06/1944 S.Pietro in Casale BO UNPA autista pronto int.- incidente automobilistico - n.a San Pietro in Casale il 08//04//1925

MONZELLI Giuseppe 05/12/1944 Neive CN UNPA Cuneo- agguato

MORANDI Calisto A. anni 47 27/04/1945 Milano,p.za Tripoli UNPA Milano- capo fabbricato- assassinio

MUSO Carlo 12/05/1945 Quiliano SV UNPA addetto soccorsi fuori Savona - assassinio - n.a Savona il 14/03/1911

NOBILI Dario Pontelongo (PD) 25/04/1945 mitr.aereo UNPA Piove di Sacco


ODDONE Carlo Arona (NO) 30/04/1945 assassinio UNPA Omegna


OLINDO Leonardo anni 44 Segrate (MI) 01/05/1945 seviziato UNPA Soccorsi Provincia


PALTENGHI Giuseppe anni 46 Osped.Milano 01/12/1944 ferite da agguato Comandante UNPA Ponte Tresa (VA)


PEDONE Natale disperso nel sett.1943 a Spalato UNPA Spalato - Ufficiale ex 4^Carristi


PINELLI Vittorio Milano, 11/01/1945 bombardamento UNPA Milano


PONSI Alfonso Palestrina,loc.Castruccio 21/4/44 bombardamento UNPA Frascati


PONTIGGIA Ugo Erba (Co), 18/11/1943 agguato Ufficiale G.N.R. addetto UNPA


PUNICA Gino Modena, 18/04/1945 bombardamento UNPA Modena- reduce Russia - mutilato


RABY Alberto Francesco spiaggia di Multedo(GE),05/05/45 assassinato UNPA Genova- capo fabbricato- assassinatounitamente ad altre 5 persone - nato a Torino il 31/12/1881


RAMPONI Ermete Bologna, 24/04/1945 assassinato UNPA Bologna


RATTI SIMICZECK Mario Fiume,prigione Grobnico 16/6/45 assassinato UNPA Fiume - nato a Fiume il 19/03/1904

REPOSO Venanzio Bergamo, 27/04/1945 assassinato UNPA Bergamo- addetto rifugi antiaerei - nato a Bergamo il 21/09/1908

RINALDONI Avv. Gioacchino anni 41 Faenza,13/05/1944 bomba terroristica UNPA-Resp.soccorsi sinistrati

ROLLI Paolo anni 32 Trieste, 10/06/1944 bomba terroristica UNPA Trieste- capo fabbricato

ROSSI Ferruccio Ronchi dei Legionari,18/05/1944 agguato UNPA Monfalcone

ROSSI Luigi Savona, 28/04/1945 assassinato UNPA Savona

ROVELLA Paolo Villa Opicina(TS) 03/05/1945 disp.forse infoibato UNPA Trieste

SANDRI Giovanni Marzabotto, 02/07/1944 agguato UNPA Assist.Sfollati Bologna - nato a Bologna il 18/01/1903

 

SEDINI Angelo Milano,22/06/1944 combattimento UNPA Milano

SBRAVATI Sergio disperso il 30/04/1945 a Campagnola (RE) in loc.Cavone Fornace con altre diciotto persone

SELCHI Sergio Envie (CN), 18/03/1945 agguato UNPA Cuneo

SMILOVICH Bruno disperso a Pirano(Pola) il 05/05/45 UNPA Pola, nato a Pirano il 07/08/1919, disperso con il fratello Antonio, Guardia di Finanza

STEFANONI Ennio Bergamo, 26/04/1945 disperso UNPA Bergamo

STOSSICH Matteo Zara,22/12/1944 gettato in mare UNPA Zara

TENERANI Davide Giorgio Carrara, cave,28/03/1945 disperso UNPA La Spezia anni 20

TERCONE Marcello carcere di Lubiana, 30/12/1945 poi disperso UNPA Rovigno

TINTI Alberto Brescia, 13/07/1944 bomba terroristica UNPA Brescia

TOFANELLI Vito Nonantola, 07/07/194 07/07/1944 seviziato UNPA Modena

TOMASI Santo anni 53 carcere di Schio,07/07/1945 vedi nota Ufficiale Esercito addetto UNPA- ucciso in carcere unitamente ad altri 53 detenuti

TOMASINA Beniamino Milano,v.le Regina Giovanna 28/04/1945 vedi nota UNPA Milano- capo fabbricato nato in Svizzera il 05/02/1891, assassinato da un anarchico

VERDELLI Esterina anni 43 Bologna, 24/04/1945 assassinio UNPA-dipendente Ist.Case Popolari - assassinata con il direttore ed il segretario

VESCERA' Antonio disperso a Trieste il 05/05/1945 forse infoibato UNPA Trieste

VIALI Angelo disperso a Rovigno il 05/05/1945 forse infoibato UNPA Pola -nato a Rovigno d'Istria il 04/10/1900

VIGNOLA Umberto Alto(Cuneo), 23/04/1945 incidente UNPA Bologna nato il 28/07/1905 ad Ortovero (SP)

ZARDI Carlo Linate (Milano),29/07/1944 bombardamento UNPA Milano - capo fabbricato

ZINI Pietro Correggio(RE), 19/03/1945 assassinio UNPA Reggio Emilia

ZUCCHINI Rinaldo Renato Baricella,S.Gabriele(BO),08/06/45 assassinato UNPA Bologna

ZULIAN Giovanni disperso a Fiume il 05/05/1945 forse infoibato UNPA-Susak

ZUNINO Antonino anni 37 Savona, 28/04/1945 assassinato UNPA Savona

BERNABO'SILORATA Gino Bagni Masino(SO), 06/05/1945 vedi nota Aviere Servizio Segnalaz.Antiaerea Sondrio dist.UNPA - nato a Torino , anni 24, ucciso con altri dodici militari

DIFESA ANTIGAS

Ecco una piccola rassegna dei principali modelli di maschere antigas a cura di Felix Santi che ringrazio!

Modello TUO Superga

LVBN da rifugio con semiraccordo da esercitazione

Modello T35

Modello T35

Spasciani in caucciù

Modello T35

Modello TF35 Fonica

 

 

 

I militi e la storia di un organizzazione

Il buio regna sovrano, in fondo alla via si ode il passo lento di due individui che marciano nel silenzio del coprifuoco.
Ad un tratto uno griada – Luce al secondo piano!- e la finestra si oscura.
Sono gli “Unpini” pattugliano le vie della cittŕ per garantire la perfezione del programma di oscuramento.


Nel 1936 il Regno d’Italia aveva proclamato la nascita del proprio impero coloniale in un clima di generale tensione internazionale.
Le mire espansionistiche del regime nazionalsocialista in Germania avevano con l’occupazione della Renania messo in agitazione le grandi democrazie.
Nel nostro paese il generale clima bellicista e la sensazione di un inevitabile nuovo conflitto europeo spingono alla nascita nel 1936 dell’Unione Nazionale Protezione Antiaerea.
Di natura volontaristica č forse la prima base verso la nascita delle moderne organizzazioni di protezione civile.

 

Tessere di iscrizione all'Unpa e di Capo Fabbricato. Ne esistono moltissime varianti diverse per foggia e disegno.


L’Unpa si occupa dei soccorsi in caso di incursioni aeree e per la prima volta di prevenzione ed educazione della popolazione alle tematiche di sicurezza.
In ogni gruppo rionale del PNF č inserito un responsabile dell’Unpa che coordina le squadre e l’operato dei capofabbricato (posti presso I vari edifici avevno il compito di coordinare le operazioni nel proprio stabile).

 


Il crescente clima di tensione di cui si parlava, porta all’istituzione del Servizio di Protezione Antiaerea nel 1939.
Presso ogni gruppo erano presenti cinque squadre, tre di soccorso, una tecnica ed una sanitaria.
Ogni squadra era coordinata da un capo squadra con altri otto militi. Ogni gruppo di cinquantuno persone era coordinato da un capo gruppo.
Lo stesso PNF organizzň presso ogni gruppo rionale squadre di PAA, ed altre vennero organizzate da stabilimenti e gruppi industriali.
Il milite dell’Unpa portava in genere una tuta in tela grigia, su cui a volte spiccava il fregio di grado in canottiglia usato anche sulla shaariana, elmetto Adrian (occasionalmente anche modelli 33 radiati dal REI), cinturone con piccozino e scudetto da braccio. Non mancava mai la maschera antigas nelle varie versioni T35 e 33.

 

Il Sig. Pozzi milite dell'Unpa di Monza fotografato durante la Rsi. Si notino il cinturone da incendio, il fregio da elmo sulla bustina e la tenuta nell'insieme. (Per Gentile Concessione del CR Pozzi Attilio)

Da Sx distintivo per la giacca orbace del PNF (Partito Nazionale Fascista) per Comandante Provinciale, modello per Capi Gruppo Rionali e canonico cartoncino sul retro comune a tutti i distintivi PNF. Modelli identici esistevano per le sharianee grige e kaki. Le sottopanature nere di questi esemplari indicano il lorouso sulla divisa di partito.

(Collezione Felix Santi)

Fregio da berretto per ufficiali. Molto raro perchè i funzionari UNPA portavano più spesso la divisa del PNF. (Collezione Felix Santi)

 


I modelli di scudetto da braccio piů diffusi ersano due. Nel primo il fascio sovrasta una bomba in caduta ed un tondino dove venivano applicate sigle o numeri a seconda del caso.
Un altro modello in lamierino serigrafato portava la sigla SPAA tra due fasci ed il numero della squadra, il colore dominante identificava la squadra secondo questa indicazione:

Sq. Sanitaria – rosso
Sq. Tecnica – nero
Sq. Soccorso – verde
Sq. Soccorso – blu
Sq. Soccorso – giallo

Diversi furono anche I fregi da elmo, il piů famoso metallico o dipinto č uno scudo con la scritta UNPA che sovrasta du scuri stilizzate in modo da ricordare due fasci speculari.

 

Un versiome di fascia da braccio dell'Unpa.

Fascie da braccio dell'Unpa (Collezione Felix Santi)

Tuta da lavoro utilizzata dai militi UNPA.

Dipinto in nero alle volte si vede un fregio composto da un fascio sovrapposto a due scuri incrociate, altre volte si trova la sigla PAA dipinta a mascherina di fronte.

 

Medaglietta celebrativa distribuita come gadget.


Tra il 1936 ed il 1945 numerose furono le pubblicazioni delle varie sezioni con libri, opuscoli e manifesti.

Uno degli innumerevoli opuscoli distribuiti dall'Unpa nell'intento di fare prevenzione.


Molto ricercate sono anche le “cimici” da iscritto di cui esistono varie varianti con e senza fascio littorio.

Varianti di distintivi da bavero dell'Unpa, da sx iscritto (esiste una variante d'epoca senza fascio), Capo Fabbricato ed Unpa di Milano.


Nel corso del conflitto I militi dell’Unpa, anziani o giovanissimi presteranno la loro opera con impegno a fianco dei Vigili del Fuoco fino alla definitiva scomparsa dell’organizzazione con la caduta della Repubblica Sociale Italiana nel cui seno aveva operato ancora dopo il drammatico 8 Settembre del 1943. La Repubblica Italiana ha oggi riconosciuto il servizio nell’Unpa ai militi che ne fecero parte concedendogli I contributi relativi.


 

Luigi Cattaneo
L’ultimo Comandante dell’U.N.P.A. di Brescia
1893-1966
Bersagliere (V.M.), Ingegnere, Storico

di M. Sullivan

 

(Foto Archivio M. Sullivan)

Luigi Paolo Fortunato Cattaneo nasce nel 1893 a Cremona da Teresa Guglielmone e da Cesare Cattaneo (1861-1936), di antica famiglia pavese, che si trova a Cremona in forza al 4° Reggimento Artiglieria. Il giovane Cattaneo segue le orme paterne ed è militare molto presto, già prima della Grande Guerra, con l’intenzione di intraprendere la carriera e, come egli stesso narra: “dovevo iniziare il corso allievi nel 1913 per poi fare il servizio di prima nomina nel Savoia, allora in Brescia; ma siccome si sapeva che Esso doveva lasciare presto la città, così ottenni, (...) di pigliare il posto del figlio del Gen. Reisoli, che aveva iniziato il corso appunto nei bersaglieri ottenendo il trasferimento, lui, alla cavalleria”(1) e Luigi nei Bersaglieri. Dal suo Stato di Servizio (2) si apprende che nel dicembre 1912 è soldato volontario nel 5° Reggimento Bersaglieri, come Allievo Ufficiale, ascritto alla prima categoria; Un anno dopo è nominato Caporale e, nel dicembre del 1913, è mandato in licenza straordinaria di convalescenza fino al successivo inizio del corso allievi ufficiali in seguito a rassegna. Il 28 luglio 1914 scoppia la “Grande Guerra” ma l’Italia dichiarerà guerra all’Impero Austro-Ungarico solo il 24 maggio 1915. Nel frattempo, il 30/9/1914, Luigi Cattaneo rientra al Corpo e un mese dopo è assegnato al deposito di Brescia del Reggimento e mandato in congedo illimitato in seguito a rassegna. Ma il 4 gennaio del 1915 è richiamato e il 22/2/1915 consegue il grado di Sergente e, tre mesi dopo, l’11/5/1915 quello di Sottotenente di complemento, con anzianità al 15/3/1915, per mobilitazione al Deposito Bersaglieri dove giunge il 2 maggio. Il 16 febbraio dell’anno successivo è comandato alle truppe supplettive del 3° Corpo d’Armata in zona di Guerra. Nel 1916, e precisamente il 17 e il 18 luglio, presso il passo Prighen, “tenne lodevolmente il commando di compagnia durante un combattimento, distinguendosi per calma e coraggio”, a ciò conseguirà il conferimento di una Croce di Guerra al Valor Militare;(3) In questa azione bellica, “mandato in visita alle linee nemiche sul Monte Altissimo,(4) il tenente Luigi Cattaneo si trovò nella imbarazzante situazione d’essere immobilizzato con i suoi uomini tra i due fuochi, quello del Regio Esercito e quello dei tedeschi per due o tre giorni senza nulla; Sopravvissero bevendo l’acqua delle pozze scavate dalle bombe e grazie alla sua fiaschetta di cognac, che sostenne lui e i suoi uomini nella lunga attesa: salvati dal cognac!“(5) Il 30 luglio dello stesso anno, egli è assegnato al 5° Reggimento Bersaglieri come Ufficiale Topografo. Ma il primo Novembre viene ricoverato nell’Ospedaletto n.115 per ittero catarrale e, il 18 gennaio del 1917, ha quaranta giorni di licenza di convalescenza per voce bassa. Rientra al suo Corpo il primo marzo e sarà poi comandato al centro mitragliatrici di Brescia. Il 12 settembre è nuovamente “in territorio dichiarato in istato [stato] di Guerra”; L’anno successivo, il 14 febbraio giunge “in zona di operazioni presso la 1720 Compagnia Mitraglieri FIAT, aggregata al 2° Reggimento Bersaglieri. Dal primo febbraio lo stipendio aumenta a lire 2.600. (6) Probabilmente in questo periodo,(7) “mentre parlava col suo attendente, cadde una bomba tra i due, Luigi, grazie alla sua abilità, riuscì a scansarsi ma al suo attendente saltò la testa. Per lo scoppio Gino [Luigi Cattaneo] rimarrà sordo.”(8) Il quattro novembre è nuovamente “ricoverato all’Ospedale da Campo Otto per malattia” e cinque giorni dopo è trasferito all’Ospedale di Vicenza e, il 4 giugno, a quello di Brescia. Come è noto le condizioni di vita nella Guerra di trincea erano molto dure, dunque non c’è da stupirsi dei molti ricoveri. A questo proposito, in un suo trattato storico, egli stesso faceva un parallelo tra le invasioni barbariche e la Grande Guerra e ci fornisce così un piccolo spaccato di quella remota epoca: <<(...) fin dai secoli bui delle invasioni “barbare” (...) nel mentre ancora si spidocchiavano le barbe e i capelli, e sotto le ascelle (come io in trincea 1915/18, d’altronde! La trincea 1915/18 fu “epoca buia antica d’invasioni” anch’essa, a ben vedere!)>>(9) Il venti Luglio si presenta al Deposito Mitraglieri di Brescia, il 28 luglio è trasferito al Deposito del 2° Reggimento Bersaglieri di Roma e il 25 Agosto avanza al grado di Tenente con anzianità di servizio al 7 marzo 1916. La salute non migliora e 29 Novembre contrasse “febbre gastro reumatica con esiti di pleurite essudativa mentre era alla 1720 Compagnia Mitraglieri Fiat presso il 2° Reggimento Bersaglieri 4° Battaglione in zona di guerra” ed è inviato in licenza di convalescenza e sottoposto ad accertamenti sanitari dal Collegio Medico di Brescia dove viene giudicato inabile per alcuni mesi. Il mese successivo viene sottoposto ad altra visita della commissione Sanitaria Centrale e giudicato idoneo ai soli servizi territoriali anche in zona di Guerra ma non prima di due mesi. Il 13 settembre del 1919, terminata la licenza, rientra al Deposito del 2° Reggimento a Roma. Nel Novembre del 1919 c’è un altro aumento di stipendio a lire 5.060. A Dicembre è giudicato inabile e proposto alla 5a categoria di pensione. La Guerra intanto è finita e, oltre alla “Croce di Guerra al Valor Militare”, d’argento, gli fu concessa una “Croce al Merito di Guerra”;(10) Inoltre, come a tutti gli altri combattenti della ‘Grande Guerra’, gli fu conferita la “Medaglia commemorativa nazionale della Guerra 1915-1918”, nel suo caso col diritto di apporvi le fascette corrispondenti agli anni di campagna 1915-1916-1918, ed autorizzato a fregiarsi della “Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia”, della “Medaglia interalleata”. Successivamente sarà creato “Cavaliere dell’Ordine delle Corona d’Italia”(11). Nel marzo del 1922 aderisce al Partito Nazionale Fascista come “squadrista” del Fascio di Combattimento di Palermo (12) e “Sciarpa Littorio”,(13) titolo che conferma la sua partecipazione alla Marcia su Roma nell’ottobre del 1922. Come molti Ufficiali era Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, onore che, in passato, era riservato ai soli Ufficiali. La Guerra aveva lasciato i suoi segni su Luigi, lo scoppio della granata piovuta tra lui e il suo attendente lo aveva reso progressivamente sordo per via dello sfondamento dei timpani, causandogli pure nevrastenia e, sebbene fondamentalmente integro, ebbe riconosciute “otto Mutilazioni e invalidità di Guerra.”(14) Facendo un passo indietro, nel 1921, mentre si trovava in licenza di convalescenza ad Anzio, conosce Maria Concetta Cartaino con la quale convola a nozze; Così si trasferisce a Palermo (15), città di lei natia e lì, dato che doveva iniziare una nuova carriera, “come reduce e invalido di primo grado per sordità, poté studiare agevolato, si laureò in ingegneria e fece la tesi su un ponte,(16)”(17) quello dello stretto di Messina. “Comincia quindi a lavorare come ingegnere e costruisce alcuni palazzi”;(18) Anche lo stadio di Palermo pare sia un suo progetto. Inoltre fu “direttore per la bonifica in Sicilia.”(19) Negli anni venti nascono i suoi tre bimbi: Maria Teresa, Cesare Maria e Giovanni Pietro. Negli anni quaranta, a guerra inoltrata, dopo lo sbarco degli Alleati in Sicilia, si trasferisce da Palermo a Sant’Eufemia, alle porte di Brescia, “per raggiungere la sua famiglia, (...) si imbarcò a Reggio Calabria su una barca con una valigia e attraversò le linee tedesche sfidando raffiche di mitra e pericoli di ogni genere, giungendo inaspettato dalla famiglia.”(20) A Sant’Eufemia affitta “una villa di campagna”,(21) per evitare i bombardamenti che colpivano i centri urbani come Brescia stessa e, al contempo, per stare vicino ai parenti che abitavano nella Città. La sua posizione militare era, dal maggio 1929, “collocato in congedo assoluto” e, nel novembre dello stesso anno, gli fu conferita la qualifica di “Primo Capitano” con anzianità dal 30/10/1929, già nel Ruolo Speciale, è iscritto al ruolo d’Onore degli Ufficiali del Regio Esercito dal 1 gennaio 1940, tale poi nella forza in congedo del Distretto Militare di Brescia dal 6 luglio 1943. Luigi Cattaneo era iscritto al Partito Nazional Fascista ma, egli stesso, nei suoi scritti (22) successivi al fascismo, scrisse che però aveva capito sin dai primi anni che il fascismo non era più quello che lui credeva essere, cosa che è confermata da una delle poche “contestazioni” al regime possibili, che si riscontra nel fatto che non rinnovò la tessera dal 1932;(23) Sebbene alle parate dell’U.N.P.A., come si evince da una foto, (24) non disdegnasse indossare la divisa nera del Partito Nazionale Fascista; Questo fatto si può attribuire a due fattori: il primo è che era abitudine degli ufficiali dell’UNPA indossare l’uniforme fascista, il secondo è che, effettivamente, la divisa fascista era più elegante di quella “da lavoro” dell’UNPA che era una tuta blu, simile a quella dei meccanici, con una fascia rossa ed elmetto Adrian; Esistevano anche alte uniformi proprie del Corpo ma queste erano poco usate. Verso la fine della guerra, nel periodo 1944-1945, “col grado di Colonnello,(25) fu nominato Comandante”(26) Provinciale dell’Unione Nazionale Protezione Antiaerea di Brescia, la già citata U.N.P.A., che aveva il suo comando nel castello di Brescia e che si occupava di difesa antiaerea, di gestire i rifugi antiaerei e del soccorso dopo i bombardamenti. I suoi effettivi erano, generalmente, uomini oltre i quarant’anni d’età, oppure persone, come studenti od operai che, non potendo prestare servizio militare, si arruolavano in questa organizzazione, collaterale alla milizia, a cui potevano accedere anche le donne. Del servizio nell’U.N.P.A., si ricorda che Luigi Cattaneo, quando nelle sue funzioni di Comandante, “giungeva in prossimità delle case bombardate col suo attendente, era sempre preceduto dal Vescovo col suo segretario.”(27) (28) Intanto crollava il fascismo e dilagava la guerra civile tanto che “un giorno una banda di giovani partigiani lo vennero a prendere in casa e sotto gli occhi della moglie lo fucilarono, un colpo lo colpì in pieno cuore. Il suo provvidenziale portasigarette d’oro lo salvò e, caduto svenuto a terra per il colpo e lo shock fu creduto morto dai partigiani.”(29) La sorte di un suo amico presente in questa occasione non fu così fortunata, ci rimise la pelle. Lui salvato dal vizio due volte, Bacco e Tabacco gli eran amici... Nel 1946, nel periodo precedente al referendum istituzionale, fu sostenitore della Monarchia, sebbene non avesse simpatie per i Savoia, in particolare per Vittorio Emanuele III. Nel dopoguerra il Cattaneo “viveva con la pensione di Guerra e di invalido e scriveva molti articoli e lettere”(30) e, a questo proposito, sua figlia Maria Teresa ricordava che “Gino scriveva sui giornali (…), dalla politica al cemento, alle specialità farmaceutiche ai prodotti di bellezza… Nonno Gino era uno scienziato”.(31) Nel 1955 si trasferisce con la famiglia “a Sanremo a causa dell’artrosi”(32) di sua moglie. In quel di Sanremo, il suo amore per la storia lo portò a far di tutto per salvare “la torre saracena di Sanremo dall’abbattimento programmato dal Comune, battendosi con ogni mezzo. Fu un gesto, oltre che intelligente, provvidenziale in quanto alcuni anni dopo un tetto in lamiera di un palazzo di fronte alla torre, in un giorno di grande vento, si staccò e volò con la sua enorme superficie in strada ma fu fermato dalla torre, evitando così una strage di passanti.”(33) Nelle sue giornate di studi “sperimentò per molti anni la resistenza di vari tipi di mattoni vuoti da lui fabbricati e un cemento antiatomico al piombo da lui brevettato.”(34) Egli fu un intellettuale con interessi molto vasti, seguiva il metodo scientifico di ricerca e la sua preparazione da ingegnere in questo lo aiutava; Per esempio scrisse lettere molto interessanti anche sulla questione del restauro del Cenacolo di Leonardo Da Vinci, in cui consigliava il metodo migliore per effettuarlo. Come però traspare dai suoi scritti, il servilismo generale preferiva ascoltare i “luminari”, piuttosto che cercare di capire quale fosse la cosa giusta da farsi. (35) Luigi Cattaneo, morì per infarto a Sanremo nel 1966. Al suo funerale fu presente un plotone d’onore di soldati dell’Esercito Italiano. (36) (37)

(1) Luigi Cattaneo, lettera al Generale Marchese Emilio Guidobono Cavalchini, Sanremo, 4/3/1959, AMCS
(2) “Stato di Servizio” militare, AMCS
(3) Determinazione Ministeriale 31/5/1926, Brevetto n. 22/1926
(4) La Val Lagarina, oltre al già conosciuto sbarramento Rivoli, venne rinforzata dagli italiani con un triplo sistema di fortificazioni. Il primo era rappresentato dal Monte Altissimo, con tre ordini di trincee, di cui la terza, la principale, andava dalla sommità del Monte Altissimo alla cima del Monte Vignola, fino al Monte Cornale. Il secondo sistema comprendeva gli sbarramenti di fondovalle tra Serravalle ed Ala. Il terzo sistema - di fatto si trattava della prima linea avanzata -correva tra il fiume Adige ed il Leno di Vallarsa, con la prima linea tra il Monte Coni Zugna e Passo Buole; seconda linea Cima Levante, Cima Posta, sbarramento di Ala e dorsale Carega. Infine una linea leggermente più arretrata che dal Lago di Garda, Monte Baldo, Monte Cerbiolo, Monte Corno d'Aquilio e tutto il margine settentrionale dei Monti Lessini, si congiungeva poi, attraverso il Monte Obante, al sistema difensivo precedente. Il gruppo occidentale dell’Altipiano della Lessinia, più precisamente a Monte Castelberto, era rinforzato con 4 cannoni da 149 G; altri 4 cannoni da 87 B erano in posizione a Casara Pidocchio. Il gruppo orientale era armato con 4 cannoni da 149 posti a Cima Mezzogiorno; altri 4 cannoni della stessa portata furono portati a Monte Tomba e 8 cannoni da 87 B a Malga Podestaria. Successivamente il settore Baldo-Lessini, l'11 agosto 1915, fu trasformato nel settore Val Lagarina e suddiviso in due sottosettori, Monte Baldo e Adige. Di fatto, la Lessinia perdeva di importanza vista anche la rapida avanzata oltre confine. Solo nel 1916 riacquistò valore strategico, quando si ebbe la sensazione del prepararsi di un’offensiva in grande stile proprio nel saliente trentino, la Strafexpedition, così chiamata dagli austriaci, perché lo scopo dichiarato era quello di dare una dura lezione all'arrogante Italia. - “Trincee della Lessiana”, guidetravelitalia.com, 2008
(5) CVC
(6) Il 1/2/1918,
(7) Probabilmente il periodo è questo perchè poi è ricoverato in ospedale
(8) CVC ma anche MTC, LMCP, MCC ecc.
(9) Determinazione Ministeriale 30/9/1919
(10) Luigi Paolo Cattaneo “Sulle origini Comitali a titolo ‘Capitaneo’ dei Sabaudi capi militari della ‘terra dei mori’”, varie bozze, manoscritto, Sanremo, 1956
(11) Motu proprio R.D. 11 X 1925
(12) Tessera n.288474
(13) Vedi Stato di Servizio, AMCS
(14) Luigi Cattaneo, lettera al Sig. Direttore della Gazzetta del popolo inviata al n.h. Massimo Escard, Sanremo rispettivamente 12/10/1958 e 14/10/1958, AMCS
(15) LMCP
(16) LMCP
(17) CVC
(18) LMCP
(19) Camilla Valerio Cavalli, “Camilla racconta...” Edizione dei Medaglioni, Brescia, 2001, a pag.14. Ma da sua dichiarazione del 01/03/1944 si evince che egli fosse “Funzionario del Consorzio di Bonifica del Belice”, come egli stesso scriveva. Scheda personale in ASB, copia in AMCS
(20) CVC
(21) LMCP
(22) Luigi Cattaneo, scritti, AMCS
(23) Copia della domanda di iscrizione con aggiornamenti, AMCS
(24) Vedi foto U.N.P.A. b81, N.18 in ASB e copia in AMCS
(25) In merito al grado di Colonnello, questo non trova riscontro nello “Stato di servizio” in quanto il Regio Esercito nel dopoguerra e l’Esercito Italiano con la Repubblica Italiana, non riconobbero le posizioni militari assunte nel periodo della Repubblica Sociale Italiana. Oppure, ma meno probabilmente, era il modo con cui comunemente i gregari si rivolgevano al Comandante Provinciale, di seconda categoria, nel suo caso, perché nel Regio Esercito egli raggiunse solo il grado di “Primo Capitano”.
(26) LMCP
(27) CVC
(28) Camilla Valerio Cavalli, o.c. pag.14 si legge: “lui e il Vescovo, Mons. Tredici, erano sempre i primi a raggiungere le case bombardate per portare soccorso.”
(29) LMCP
(30) LMCP
(31) MTC, lettera a MCS del 2/9/1987, AMCS
(32) LMCP
(33) PMC
(34) LMCP
(35) Luigi Cattaneo, “Storia dei Cattaneo di Pavia e dei Conti di Rovescala”, vedi pagina 35 del capitolo “Versione ortodossa sulla origine della Casa Cattaneo de Capitani Patrizi di Pavia già “Seniorum Porta Laudese” “Baroni” del Sacro Romano Impero dal 983” dove descrive una lettera inviata al Corriere della Sera in cui dava ragioni scientifiche e tecniche dettagliate delle sue teorie.
(36) Vedi fotografia del funerale in cui si vedono otto soldati schierati in armi, AMCS
(37) GPC

Abbreviazioni


AMCS Archivio storico familiare di Matteo Cornelius Sullivan
ASB Archivio di Stato di Brescia
CVC Camilla Valerio in Cavalli (nipote di Luigi Cattaneo)
GPC Giovanni Pietro Cattaneo (figlio di Luigi Cattaneo)
LMCP Lidia Marta Concetta Pera (nipote di Luigi Cattaneo)
LPC Luigi Paolo Cattaneo, manoscritti
MCC Maria Concetta Cartaino in Cattaneo (moglie di Luigi Cattaneo)
MCS Matteo Cornelius Sullivan (bisnipote di Luigi Cattaneo)
MTC Maria Teresa Cattaneo di Pavia in Pera (figlia di Luigi Cattaneo)
PMC Paolo Maria Cattaneo (nipote di Luigi Cattaneo)

Fonti delle notizie

Archivio di Stato di Brescia
Camilla Valerio in Cavalli (nipote di Luigi Cattaneo)
Giovanni Pietro Cattaneo (figlio di Luigi Cattaneo)
Lidia Marta Concetta Pera (nipote di Luigi Cattaneo)
Luigi Paolo Cattaneo, manoscritti
Maria Concetta Cartaino in Cattaneo (moglie di Luigi Cattaneo)
Maria Teresa Cattaneo di Pavia (figlia di Luigi Cattaneo)
Paolo Maria Cattaneo (nipote di Luigi Cattaneo)
“Trincee della Lessiana”, guidetravelitalia.com, 2008
Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano

(Foto Archivio M. Sullivan)

 

 

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